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Democrazia Cristiana

Bambini bruciati a Gaza: la vergogna di appartenere alla razza umana

2025-05-19 20:14

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Bambini bruciati a Gaza: la vergogna di appartenere alla razza umana

La Democrazia Cristiana chiede al Governo italiano di ritirare immediatamente l’ambasciatore da Tel Aviv, di farsi promotore in sede europea dell’adozione d

Bambini bruciati a Gaza: la vergogna di appartenere alla razza umana

La Democrazia Cristiana chiede al Governo italiano di ritirare immediatamente l’ambasciatore da Tel Aviv, di farsi promotore in sede europea dell’adozione di sanzioni contro il governo israeliano e di sospendere ogni eventuale fornitura militare ancora in essere.

Stanotte, come troppe altre notti, Gaza è stata bombardata. Le immagini continuano a mostrarci corpi di bambini carbonizzati, madri che gridano nel vuoto, infermieri impotenti. Bambini. Non miliziani, non terroristi. Solo bambini.

Scriviamo con un nodo alla gola e una rabbia incontenibile. Perché proviamo vergogna. Vergogna di appartenere alla stessa razza umana che può infliggere simili atrocità. Vergogna per l’indifferenza e la complicità. Vergogna per un’Europa che balbetta, che si gira dall’altra parte, mentre si consumano crimini di guerra sotto gli occhi del mondo. Non bastano più le parole di circostanza. Servono fatti. Servono azioni.

Questo non significa ignorare l’orrore di quanto accaduto il 7 ottobre. Condanniamo con assoluta fermezza l’attacco terroristico compiuto da Hamas, l’eccidio di centinaia di civili israeliani, le violenze, i sequestri e l’uso deliberato del terrore. Condanniamo Hamas anche per aver usato il proprio popolo come scudo umano, per aver sacrificato civili innocenti palestinesi ai propri fini militari. Chi strumentalizza i più deboli e li espone deliberatamente al fuoco incrociato non difende un popolo: lo tradisce.

Ma la risposta a un crimine non può essere un crimine ancora più grande.

Il 4 maggio, il governo israeliano ha approvato un piano che non lascia spazio a dubbi: la conquista e l’occupazione permanente della Striscia di Gaza. Lo definiscono “piano militare”, ma è un progetto politico, ideologico, coloniale.  Prevede lo spiegamento di decine di migliaia di riservisti, lo sfollamento forzato di centinaia di migliaia di civili verso sud, e la distruzione sistematica delle infrastrutture civili. Gli ospedali sono stati rasi al suolo. Le ambulanze non esistono più. I medici operano senza anestesia. I bambini muoiono di infezioni, di fame, di traumi. Gaza è diventata un campo di sterminio a cielo aperto.

Israele ha bloccato l’ingresso degli aiuti umanitari e intende stravolgere anche il sistema di distribuzione dell’ONU, affidandolo a privati sotto il controllo dell’esercito. È la fame usata come arma. È una brutale violazione del diritto internazionale. È l’annientamento pianificato di un popolo.

E l’Italia? La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha dichiarato: “La situazione è drammatica, ma non ha iniziato Israele. Non ritiriamo l’ambasciatore.” Anche dopo una timida correzione, la posizione rimane inaccettabile. Nulla, davvero nulla, può giustificare la morte di oltre 15.000 bambini. Nulla può giustificare il bombardamento di campi profughi, la distruzione di ospedali, la negazione di acqua e cibo. Le parole di Meloni, come quelle di molti altri leader europei, rappresentano il fallimento morale dell’Occidente.

Come se non bastasse, l’amministrazione statunitense di Donald Trump starebbe lavorando a un piano di deportazione di massa: fino a un milione di palestinesi trasferiti dalla Striscia di Gaza alla Libia. Lo chiamano “piano geopolitico”. In realtà è una pulizia etnica. Un crimine contro l’umanità che evoca le pagine più oscure della storia.

Nel frattempo, la conta dei morti continua a salire: oltre 52.400 vittime, di cui più di 15.600 bambini. Numeri che non scuotono più i cuori assenti dei potenti. Ma che gridano nelle coscienze di chi ancora ha il coraggio di guardare e denunciare. Questo è genocidio. Questa è pulizia etnica. Questa è barbarie.

Vogliamo essere chiari: queste parole non sono un'accusa contro il popolo israeliano. Il popolo di Israele conserva pienamente il suo diritto alla difesa, come ogni nazione. Ma la difesa non contempla la distruzione sistematica di un intero popolo. Non giustifica crimini contro l’umanità. L’accusa è rivolta a chi ha preso queste decisioni, a chi le esegue, a chi le copre o le legittima: il governo Netanyahu e i suoi sostenitori.

E l’Europa? L’Europa “esprime preoccupazione”. Ma le parole, senza azione, sono solo viltà. I governi europei devono condannare con fermezza l’operato del governo israeliano. Devono applicare sanzioni. Interrompere ogni collaborazione militare. Fermare immediatamente l’export di armi.

La Democrazia Cristiana chiede che l’Italia ritiri l’ambasciatore da Tel Aviv, si faccia promotrice di un’azione concreta in sede europea e sospenda qualsiasi fornitura militare ancora in essere.

Chi tace, è complice. Chi giustifica, partecipa. Chi guarda altrove, ha già rinunciato all’umanità.

Per quei bambini. Per le madri che li piangono. Per la nostra stessa dignità: non possiamo più restare in silenzio.

                                     


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