La Democrazia Cristiana in piazza per un’Europa più forte Domani la Democrazia Cristiana sarà presente a “Una Piazza per l’Europa” per riaffermare la necessità di un’Unione Europea più solida e coesa, dotata di una vera strategia politica e di difesa comune. L’Europa di oggi appare sempre più come un gigante burocratico senza una reale influenza geopolitica, incapace di rispondere con un’unica voce alle sfide globali. Questo non era il progetto immaginato da Alcide De Gasperi, che già nel 1951 ammoniva: “Senza una volontà politica superiore, il rischio è che l’Europa diventi una struttura vuota, priva di slancio ideale e senza reale incisività”. Ed è proprio questa la situazione in cui ci troviamo oggi. Le crisi internazionali – dalla guerra in Ucraina alle tensioni in Medio Oriente – hanno dimostrato che l’Europa, senza una politica estera unitaria, resta impotente di fronte ai conflitti globali. Una difesa europea: necessità, non opzione Alcide De Gasperi fu tra i primi a comprendere che la sicurezza dell’Europa non poteva basarsi su eserciti nazionali separati, ma doveva fondarsi su un progetto di difesa comune. “La resistenza dell’Europa si gioca sul superamento delle divisioni interne” – ricordava De Gasperi. L’idea di una forza comune non nasce per sostituire la NATO, ma per garantire all’Europa la capacità di proteggere i propri interessi strategici senza dipendere esclusivamente dagli alleati d’oltreoceano. La situazione attuale mostra con chiarezza che affidarsi solo alla NATO non è più sufficiente: un cambio di rotta della politica americana potrebbe lasciare il nostro continente in una posizione di estrema vulnerabilità.

Non basta aumentare la spesa militare: serve una strategia comune L’Unione Europea ha recentemente avviato un aumento massiccio della spesa per la difesa, ma senza una reale programmazione e integrazione delle spese militari nazionali, questi investimenti rischiano di essere inefficaci. “Un esercito europeo non può esistere senza una governance politica comune”, sosteneva De Gasperi nel 1952. Senza una regia unica, si rischia solo un’espansione incontrollata degli armamenti priva di un’effettiva capacità di deterrenza. Paesi come l’Italia, che non hanno ancora raggiunto il 2% del PIL per la difesa, devono colmare i propri limiti operativi, ma in altri Stati le risorse già disponibili sono più che sufficienti. Un riarmo indiscriminato senza coordinamento, invece di rafforzare l’Europa, potrebbe renderla ancora più fragile. L’Europa ha bisogno di autonomia strategica Per troppo tempo, l’Unione Europea ha evitato di affrontare il tema della sicurezza con determinazione, delegando la propria difesa ad alleati esterni. Questa scelta ha generato una dipendenza pericolosa, che oggi rischia di lasciare il nostro continente impreparato di fronte alle incertezze geopolitiche. L’Europa non può più permettersi di navigare a vista: deve dotarsi di una politica estera autonoma indispensabile per essere elemento di pace e stabilizzazione nel mondo e per avviare una credibile difesa comune. Per questo, la Democrazia Cristiana sarà in Piazza per l’Europa. Per chiedere un cambio di rotta. Per affermare che l’Europa non può più restare un semplice osservatore, ma deve diventare un attore determinante del proprio futuro. È il momento di agire.

