Perchè penso che in Italia oggi...

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Perchè penso che in Italia oggi...

NEWS D. C.
Pubblicato da Elisabetta Trenta in Comunicati Stampa · 23 Maggio 2023
Tags: oggiitaliademocraziacristianabisogno
Perchè penso che in Italia oggi ci sia un grande bisogno della Democrazia Cristiana

Il 17 e 18 feb. 2023 si è svolto a Roma il diciannovesimo congresso della Democrazia Cristiana, convocato e pubblicato su Gazzetta Ufficiale, da un gruppo di iscritti nel 1993 che hanno ripercorso tutti i passi necessari per ricollegarsi al partito storico che, diversamente da quanto si credeva, non era mai stato sciolto.
Infatti, la sentenza della corte di Cassazione a Sezioni riunite 25999/2010, confermando quanto deciso dalla Corte d’Appello nel 2009, aveva dichiarato nullo lo scioglimento, per effetto della violazione dell’art. 135 dello Statuto del Partito e aveva dichiarato privi di effetti giuridici e quindi non opponibili al partito Democrazia Cristiana tutti gli accordi successivi al 18/1/1994 con i quali venivano distribuiti tra diversi soggetti l’uso del logo e del simbolo.
I risultati del 19° Congresso, che ha eletto il nuovo segretario nazionale, l’Avv. Antonio Cirillo, e tutte le altre cariche statutarie, sono stati comunicati al Presidente della Repubblica, Ai Presidenti di Camera e Senato e alla Presidente del Consiglio. Sono poi iniziate le azioni a difesa del simbolo e inviate le diffide ai partiti che lo utilizzano.
In seguito alla rinascita della D.C., diversi partiti della “diaspora” democristiana si sono messi in movimento. Tutti, apparentemente, alla ricerca del centro, ma in realtà aspiranti ad un angolino a destra.
La D.C. invece, è nata come luogo del dialogo che può coinvolgere la destra e la sinistra, ma con una chiara identità che la differenzia dagli uni e dagli altri e che è guidata dai propri valori.
Chi pensa che siamo rinati per andare a cercare un pezzettino di spazio e potere da quelli che vincono, si sbaglia.
Ci stiamo organizzando per essere pronti a condividere le responsabilità che i tempi ci impongono e, per questo, stiamo crescendo ogni giorno accogliendo tra noi tutti i portatori di esperienze e conoscenza che vengono da società civile, mondo del lavoro, ricerca e università, imprese, istituzioni, scuola, giovani.
Ho letto ieri un articolo che mette insieme tutto un mondo che chiama “di centro” e cita anche noi, per poi passare ad Alfano che vorrebbe trasformare la fondazione De Gasperi nella culla del partito conservatore. Cita poi Gianfranco Rotondi “impegnato a costruire una grande casa moderata incentrata sulla figura della premier Meloni”, o
Ecco…noi prendiamo le distanze da tutto questo.
𝗟𝗮 𝗗𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗮𝘇𝗶𝗮 𝗖𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗿𝘃𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲, 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗼 𝗺𝗲𝗻𝗼, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼. Ha sempre avuto dentro di se almeno due anime e questo è un grande valore in un partito, almeno fino a che il prevalere della logica delle correnti non distrugga la ricchezza delle sue diversità, trasformandola in lotta di potere.
Oggi La #DC rinasce come partito popolare, democratico, sociale che si ispira al cristianesimo. Potrebbe sembrare un progetto non “alla moda”, non in grado di coinvolgere le generazioni più giovani.
Io credo, invece, che siano proprio i valori cristiani la vera rivoluzione in questi tempi difficili: Papa Francesco li ha ben delineati soprattutto in Fratelli tutti. Il valore della persona umana, al centro della politica, della solidarietà, della tutela dell’ambiente, dell’uguaglianza, della pace che nasce anche da una più equa redistribuzione delle ricchezze tra i popoli.
Questi valori cristiani, attuati nella loro dimensione laica, sono valori universali e possono riportare la politica al suo livello più alto.
Oggi, come ieri, occorre favorire la rinascita economica dell'Italia, ridurre le disuguaglianze sociali e, soprattutto, rafforzare la democrazia messa a dura prova dalla ricerca di una governabilità identificata come una riduzione dello spazio del parlamento a favore del Governo o di un uomo solo.
La politica di oggi è fatta di slogan, personalismi, semplificazioni e, invece, per risolvere e governare la complessità del nostro tempo, c’è bisogno di pensiero critico e capacità di mediazione. Non ci sono risposte semplici per problemi complessi, per la soluzione dei quali occorre invece dialogo e confronto.
In questo senso, la DC tornerà ad essere un valore aggiunto per il nostro paese.

Autore: Elisabetta Trenta Docente Universitario, già Ministro della Difesa




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